La Darsena di Savona: sculture, storia e vita sul porto
Il cuore pulsante del waterfront savonese
C'è un posto a Savona dove la città rallenta, si siede sul bordo dell'acqua e guarda passare le barche. È la Darsena — il porto turistico riqualificato che negli ultimi anni è diventato uno dei luoghi di ritrovo più vivi della città, capace di attrarre tanto i savonesi quanto i turisti di passaggio. Ma la Darsena non è solo tavolini sul lungomare e imbarcazioni ormeggiate: è anche un luogo di storia, arte e memoria, dove tre sculture e una torre medievale raccontano secoli di vita portuale savonese.
La Torre Leon Pancaldo: il Brandale del porto
Una torre con il nome di un navigatore
A vegliare sulla scena spicca la Torretta medievale, ovvero la Torre Leon Pancaldo, simbolo indiscusso di Savona. Un tempo parte integrante delle mura difensive della città, oggi ospita la sede dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia e custodisce preziosi cimeli della Marina Militare.
Leon Pancaldo era un navigatore savonese del Cinquecento, compagno di Magellano nel primo giro del mondo completato nel 1522 — uno di quei personaggi straordinari che la storia ha in parte dimenticato, ma che Savona ricorda con orgoglio intitolando a lui questa torre che guarda il porto da secoli.
Il ponte girevole
Accanto alla torre si trova uno degli elementi più curiosi del waterfront savonese: il ponte girevole, che quando si apre per permettere il passaggio delle imbarcazioni offre uno spettacolo sempre interessante da osservare — uno di quei meccanismi urbani che i bambini (e non solo) non si stancano mai di guardare.
La Sirenetta dormiente: l'opera che pochi notano
Tra le sculture che impreziosiscono il porto si trova la Sirenetta dormiente, un'opera in bronzo spesso ignorata dai passanti. È questa la sua caratteristica più affascinante: non è posta su un piedistallo monumentale, non è segnalata da cartelli turistici, non è inserita in nessun circuito ufficiale. È lì, silenziosa, adagiata — e chi la trova si sente come se avesse scoperto un segreto della città.
Una figura femminile in bronzo che dorme, abbandonata al riposo con la stessa naturalezza con cui il mare si ritira dalla riva. In un porto sempre in movimento — navi da crociera, barche a vela, traghetti — questa scultura immobile e silenziosa è un contrappunto perfetto: il riposo nel mezzo del movimento, la quiete nel cuore del rumore.
Il Marinaio di Renata Cuneo: una storia di tragedia e memoria
La tragedia del Tito Campanella
Tutto ha inizio il 14 gennaio 1984, quando il mercantile Tito Campanella, di proprietà della società Alframar di Savona, scompare presso il Golfo di Biscaglia. La nave, in partenza dal porto di Oxlosund in Svezia, doveva trasportare un carico di lamiere fino alla Grecia. Nel giro di poche ore tutte le comunicazioni radio cessarono, e dell'imbarcazione più nulla — una nave, tredicimila tonnellate di lamiere d'acciaio, 24 membri dell'equipaggio, tra i quali 3 savonesi.
Nessuno saprà mai con certezza cosa accadde al Tito Campanella. Ma Savona non dimenticò.
L'opera di Renata Cuneo
Nel 1986 l'artista savonese Renata Cuneo realizza il Monumento al Marinaio, posto all'ingresso della Darsena vecchia, come imperituro ricordo di tutte le vittime del mare e in particolare quelle della sventurata nave da carico.
La statua del Marinaio rappresenta un uomo di mare con lo sguardo fisso verso l'orizzonte e una lanterna nella mano destra — un tributo eterno ai marinai e alle vittime del mare, con un uomo che stringe una lanterna e scruta lontano, verso il suo amore più grande: l'orizzonte infinito.
Chi era Renata Cuneo
Renata Cuneo (Savona, 5 ottobre 1903 - 16 maggio 1995) è una delle scultrici più rappresentative del XX secolo in Italia, particolarmente legata alla città di Savona a cui, nel 1986, donò 50 sculture in bronzo, terracotta, ceramica e cera, 28 gessi e 150 disegni, custoditi ed esposti nella Fortezza del Priamar nel museo a lei dedicato, inaugurato nel 1990 nel Bastione di San Bernardo.
Il Marinaio alla Darsena è dunque l'opera più visibile e pubblica di un'artista che ha lasciato a Savona un patrimonio scultoreo straordinario — e che merita una visita al museo del Priamar per essere conosciuta appieno.
La Darsena oggi: vita, eventi e aperitivi sul porto
È al calar del sole che la Darsena si trasforma: le piazzette si animano, le luci si riflettono sull'acqua e l'aria si riempie di musica e chiacchiere. Concerti, spettacoli teatrali sul Palcomare, mercatini e mostre rendono la zona un vero punto di ritrovo per residenti e turisti.
La Darsena è anche il punto di partenza dei tour di osservazione dei cetacei — dal Molo Marinai d'Italia salpano ogni mattina le imbarcazioni che portano i visitatori alla scoperta di delfini e balenottere nel Santuario Pelagos. Ed è il luogo da cui, ogni mattina, le grandi navi da crociera scivolano silenziosamente verso il Mediterraneo aperto — uno spettacolo gratuito che vale da solo una passeggiata sul porto.
Un itinerario a piedi tra le sculture della Darsena
Per chi vuole organizzare una visita strutturata, ecco un breve itinerario a piedi tra le opere della Darsena:
- Torre Leon Pancaldo — punto di partenza, con una sosta per osservare il ponte girevole
- La Sirenetta dormiente — cercatela con attenzione: non è in bella mostra, ma è lì
- Il Marinaio di Renata Cuneo — all'ingresso della Darsena vecchia, con vista sulle navi da crociera
- Pausa aperitivo — uno dei locali affacciati sull'acqua, per godersi il tramonto sul porto
Tempo stimato: 45 minuti, più la pausa.