L'entroterra savonese a tavola: borghi, sapori e cucina slow
A pochi chilometri dal mare, un altro mondo
Basta percorrere una manciata di chilometri verso l'interno per lasciare alle spalle il rumore del mare e ritrovarsi in un paesaggio completamente diverso: borghi di pietra aggrappati agli speroni rocciosi, valli percorse da torrenti, boschi di castagni e noccioli, campi coltivati a strisce sui pendii terrazzati. L'entroterra savonese è un territorio che la maggior parte dei turisti non raggiunge mai — e che nasconde una delle cucine più autentiche e meno note di tutta la Liguria.
Stretta tra i monti e il mare, densamente abitata solo in corrispondenza della costa, caratterizzata da terrazzamenti faticosamente ricavati fin dal Medioevo per rendere possibile una qualche produzione agricola oggi diventata spesso di pregio, la Liguria è un territorio vario. Nell'entroterra savonese questa varietà si esprime in modo particolarmente ricco: ogni valle, ogni borgo, ogni sagra racconta una storia gastronomica diversa.
Millesimo e il tartufo: la città che profuma di bosco
La capitale ligure del tartufo
Millesimo e le colline circostanti sono una delle zone liguri preferite di chi è sempre a caccia di tartufi. E proprio il tartufo, sia nero sia bianco, è il protagonista della festa che si tiene ogni anno a settembre proprio nel borgo di Millesimo.
Un borgo medievale da esplorare
Millesimo non è solo tartufi: è anche uno dei borghi medievali più affascinanti della provincia, con il suo centro storico compatto, le mura, il ponte romanico e le piazze dove i bar propongono menù stagionali costruiti interamente attorno al prodotto locale. La festa del tartufo di settembre è il momento migliore per visitarlo, ma il borgo merita una visita in qualsiasi stagione.
Rocchetta di Cengio e la Zucca: una sagra che dura da vent'anni
La Condotta Slow Food Alta Valle Bormida organizza ogni ottobre a Rocchetta di Cengio la "Zucca in Piazza" — un evento che ha raggiunto la ventesima edizione, dedicato alla zucca di Rocchetta, con un ricco programma di degustazioni, laboratori e musica.
La zucca di Rocchetta è una varietà locale coltivata nelle campagne dell'Alta Valle Bormida, dal sapore dolce e dalla polpa densa — perfetta per zuppe, gnocchi, torte salate e dolci. Non è un prodotto che si trova sulle bancarelle della costa: bisogna salire fin quassù, in autunno, per assaggiarla nel suo contesto autentico.
Borgio Verezzi e le lumache alla verezzina
Un piatto che richiede pazienza
Il piatto locale del borgo di Borgio Verezzi sono le lumache alla verezzina, cotte in umido con un lunghissimo procedimento. È uno di quei piatti che raccontano la cucina povera dell'entroterra ligure nella sua espressione più autentica: ingredienti semplici, tecnica paziente, risultato straordinario.
La sagra di agosto
Alla lumaca è dedicata ogni estate ad agosto, la sagra tradizionale di Borgio Verezzi — un appuntamento che attira visitatori da tutta la provincia e che si svolge tra le stradine del borgo medievale, con tavoli all'aperto e il profumo della cucina che si diffonde nell'aria serale.
Zuccarello e le rocche: dolci di nocciole e pinoli
Zuccarello è uno dei borghi più belli d'Italia in Liguria, circondato da altri borghi splendidi raggiungibili in pochi minuti di auto. Sembra costruito per scorrere accanto al torrente Neva, con le sue case una accanto all'altra che seguono proprio il corso dell'acqua e garantiscono scorci incantevoli.
Dal punto di vista gastronomico, non perdetevi le rocche di Zuccarello, i dolci tipici fatti con le nocciole o pinoli — una specialità dolciaria locale che si trova nelle poche botteghe del borgo e che raccoglie in un solo morso la tradizione pasticciera dell'entroterra.
Quiliano e il km zero: l'orto incontra il vigneto
A pochi chilometri da Savona, Quiliano è uno dei comuni dell'entroterra che più attivamente sta costruendo una filiera agricola locale. Grazie alla Città di Quiliano, alla ProLoco, alla Cooperativa Agricola Valleggia e a "Vite in Riviera", si è sviluppato un modello innovativo di acquisto diretto, con rapporti diretti tra produttori e consumatori, che valorizza i prodotti locali e promuove un modo diverso di fare la spesa.
Castelbianco e il castagnaccio
Nell'entroterra di Albenga, il borgo di Castelbianco conserva la tradizione del castagnaccio — la torta di farina di castagne arricchita con pinoli, rosmarino e uvetta, simbolo della cucina povera dell'Appennino ligure. Il castagnaccio è uno dei prodotti tipici da degustare a Castelbianco, e la sua semplicità racconta meglio di qualsiasi parola la filosofia di una cucina che non spreca nulla e valorizza ogni ingrediente del territorio.
La filosofia Slow Food nell'entroterra savonese
Ne è nata una cucina assai varia tra città, borghi rivieraschi e dell'entroterra: a tavola si odono anche influssi provenzali, tunisini e padani. La cucina dell'entroterra savonese è esattamente questo: un crocevia di influenze geografiche e storiche che si è sedimentato nei secoli, producendo una tradizione gastronomica fatta di ingredienti poveri trasformati in piatti ricchi di significato.
Slow Food Liguria è attiva sul territorio con condotte locali che organizzano eventi, degustazioni e iniziative di valorizzazione dei prodotti tipici — un presidio culturale oltre che gastronomico, che lavora per tenere vive le tradizioni alimentari dell'entroterra savonese. Slow Food
Come organizzare un weekend enograstonico nell'entroterra
- Primavera e autunno sono le stagioni ideali: il clima è mite, i borghi meno affollati e i prodotti stagionali (asparagi selvatici, funghi, tartufo) sono al loro meglio
- Le sagre sono il modo più autentico per entrare in contatto con la cultura gastronomica locale: il calendario completo è disponibile sui siti delle Pro Loco dei singoli comuni
- In auto: l'entroterra è raggiungibile da Savona in 30-60 minuti, seguendo le valli del Letimbro, del Bormida e del Neva
- Abbinamento consigliato: un weekend nell'entroterra si abbina perfettamente a una giornata al mare prima della partenza — la doppia identità savonese al suo meglio