Savona, Città Dei Papi: La Storia Dei Della Rovere

Savona, Città Dei Papi: La Storia Dei Della Rovere
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Una famiglia di tessitori che arrivò al soglio pontificio

Savona porta con orgoglio un titolo insolito per una città di mare: "Città dei Papi". Non per un singolo pontefice di passaggio, ma per aver dato i natali a una delle famiglie più influenti del Rinascimento italiano: i della Rovere. Da una famiglia di condizione modesta — il capostipite Leonardo era un accimator panni, un lavoratore di tessuti — nacquero due papi che avrebbero cambiato il volto di Roma e dell'arte occidentale: Sisto IV e Giulio II.


Sisto IV: il papa che creò la Cappella Sistina

Le origini liguri

Francesco della Rovere nacque nel 1414 a Celle Ligure, vicino Savona, da una famiglia di origini modeste. Entrato giovanissimo nell'Ordine dei Francescani, studiò teologia e filosofia, intraprendendo una carriera ecclesiastica brillante che lo portò, nel 1471, a essere eletto papa con il nome di Sisto IV.

L'eredità artistica e architettonica

Il suo pontificato, durato tredici anni, fu segnato da un mecenatismo artistico straordinario. A lui si deve la realizzazione della Cappella Sistina, che porta ancora oggi il suo nome, oltre al rilancio della Biblioteca Apostolica Vaticana e a importanti interventi urbanistici a Roma, come il Ponte Sisto.

Il legame mai dimenticato con Savona

Nonostante l'ascesa a Roma, Sisto IV non dimenticò mai la sua città d'origine: la cattedrale di Savona conserva ancora oggi una cappella dedicata al suo nome, eretta come sepolcro dei suoi genitori — un gesto che testimonia il legame profondo tra il papa e la sua terra natale.


Giulio II: il "papa guerriero" e mecenate di Michelangelo

Il nipote che seguì le orme dello zio

Giuliano della Rovere, nipote di Sisto IV, nacque ad Albisola, alle porte di Savona, nel 1443. Grazie all'influenza dello zio papa, la sua carriera ecclesiastica fu rapidissima: arcivescovo, cardinale, e infine, nel 1503, eletto papa con il nome di Giulio II.

Il committente di Michelangelo

Giulio II è una delle figure più importanti della storia dell'arte: fu lui a commissionare a Michelangelo Buonarroti la decorazione della volta della Cappella Sistina, capolavoro assoluto del Rinascimento, oltre ad affidargli il progetto del proprio monumento funebre.

Il palazzo rinascimentale a Savona

Anche Giulio II lasciò un segno tangibile nella sua città natale: nel 1494 fece costruire il Palazzo della Rovere (oggi noto anche come Palazzo Santa Chiara), su progetto dell'architetto Giuliano da Sangallo — uno degli edifici rinascimentali più importanti dell'intera Liguria, che ancora oggi contrasta elegantemente con il tessuto medievale del centro storico.


Le tracce dei della Rovere da scoprire a Savona

Il Palazzo della Rovere

Capolavoro rinascimentale firmato da Giuliano da Sangallo, rappresenta una delle massime espressioni di architettura del periodo in tutta la regione.

La cattedrale e l'Oratorio di Nostra Signora di Castello

All'interno della Cattedrale di Nostra Signora Assunta e nell'Oratorio di Nostra Signora di Castello si possono ammirare opere commissionate dalla famiglia, tra cui il prezioso Polittico della Rovere, realizzato da Vincenzo Foppa e Ludovico Brea su commissione di Giulio II.

Il rifugio savonese di un papa in fuga

Pochi sanno che, prima ancora di diventare papa, Giuliano della Rovere trovò proprio a Savona un rifugio sicuro: nel 1494, in fuga da Roma dopo lo scontro con il rivale Alessandro VI, si imbarcò verso la sua città natale prima di proseguire per la Francia — un episodio che lega indissolubilmente la storia personale del futuro Giulio II al porto savonese.


Un'eredità che attraversa i secoli

La storia dei della Rovere racconta qualcosa di più di due semplici biografie pontificie: racconta come una città di provincia, apparentemente lontana dai grandi centri di potere rinascimentali, abbia influenzato in modo diretto la storia dell'arte mondiale — dalla Cappella Sistina ai capolavori di Michelangelo. Camminare oggi per le vie del centro storico di Savona, davanti al Palazzo della Rovere, significa attraversare lo stesso spazio urbano che vide crescere due dei pontefici più influenti del Rinascimento.

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