La Strada Saonensis: l'antica via del commercio che collegava il porto all'entroterra

La Strada Saonensis: l'antica via del commercio che collegava il porto all'entroterra

Cos'era la Strada Saonensis

Il punto di partenza: il porto e il centro storico

Dal centro di Savona, approssimativamente tra la zona del Porto e la chiesa di San Pietro, si dipartivano nell'antichità diverse importanti vie di comunicazione e traffici commerciali con la Valbormida e il Piemonte. Una di queste era l'antica Strata Saonensis — conosciuta anche come strada di Ranco e Priocco — che, attraversato il centro storico lungo Via Pia e Vico Spinola, usciva da Porta Furia, nella zona del Monticello, e saliva verso lo Sperone.

Le due ramificazioni e il percorso verso l'entroterra

Un ramo dirigeva verso San Giacomo e Via Visca, mentre l'altro saliva per Via Montegrappa alla zona della Villetta e del convento dei Cappuccini. Le due ramificazioni si ricongiungevano in Via Ranco, formando un unico percorso che proseguiva per il Bosco delle Ninfe, Crovaro, Monte Negino e il Naso di Gatto.

Il tracciato ancora oggi riconoscibile

La Strata Saonensis — oggi corrispondente a Via Ranco — era la prosecuzione verso l'entroterra di Via Monticello e Via Spinola, e costituiva il collegamento naturale tra il porto savonese e le vie che conducevano al Piemonte. Un tracciato che, a distanza di secoli, è ancora leggibile nella topografia del centro storico di Savona — basta sapere dove guardare.


Una infrastruttura economica medievale

Le merci che scorrevano lungo la strada

La Strada Saonensis non era solo un percorso fisico: era una infrastruttura economica che alimentava la ricchezza del porto e della città. Sale, spezie, tessuti e ceramiche scendevano verso il porto; grano, legname e il pregiato vetro di Altare risalivano verso la costa per essere imbarcati e distribuiti nel Mediterraneo.

I mercanti e i mulattieri

Il tracciato favorì lo sviluppo di scambi commerciali tra le aree marittime e l'entroterra albese, e la crescita di nuove forze sociali, come il ceto dei mercanti marinai o dei mercanti mulattieri. Figure professionali nuove, nate proprio grazie a questa strada — uomini che conoscevano sia il mare sia la montagna, capaci di muoversi tra i due mondi e di fare da intermediari tra economie molto diverse.

Il ruolo strategico del porto di Savona

Unica in Liguria oltre a Genova, in una regione per sua natura povera di approdi per imbarcazioni di grosso tonnellaggio, Savona possedeva fra Tre e Quattrocento un porto dotato di un buon fondale e di valide protezioni artificiali, con adeguate infrastrutture per l'attracco dei natanti e per lo scarico delle mercanzie. La Strada Saonensis era il braccio terrestre di questo primato portuale: senza di essa, le merci sbarcate a Savona non avrebbero potuto raggiungere i mercati padani e transalpini.


I luoghi che ancora raccontano questa storia

Via Pia e Vico Spinola

Il tratto iniziale della Strada Saonensis coincide con alcune delle vie più antiche del centro storico di Savona. Via Pia — uno dei caruggi più suggestivi della città — conserva ancora oggi la larghezza e il tracciato tipici delle vie medievali a vocazione commerciale, con i portici che proteggevano le botteghe e i passanti.

La chiesa di San Lorenzo, Biagio e Donato

La chiesa di San Lorenzo, Biagio e Donato — le cui prime tracce compaiono verso la fine del XII secolo — risultava posta sulla strada che collegava la via conducente al Piemonte (l'odierna Via Torino) con l'antica Strata Saonensis (oggi Via Ranco), prosecuzione verso l'entroterra di Via Monticello e Via Spinola. Un edificio religioso che nasceva esattamente all'incrocio tra due grandi assi commerciali medievali — non un caso, ma una scelta precisa, tipica dell'urbanistica medievale che collocava chiese e ospizi nei punti di maggiore traffico.

 Via Ranco e il convento dei Cappuccini

Salendo lungo Via Ranco — ancora oggi identificabile come il tratto urbano della Strada Saonensis — si raggiunge la zona della Villetta e il convento dei Cappuccini, dove le due ramificazioni della strada si riunivano prima di proseguire verso l'entroterra. Da qui il paesaggio cambia: la città lascia spazio ai boschi, e il percorso diventa trekking.


Oggi: un percorso trekking storico ancora percorribile

Dal centro storico al Naso di Gatto

Il percorso, per comodità, viene fatto partire all'inizio di Via Ranco, poco oltre il convento dei Cappuccini in zona "Villetta", e prosegue per il Bosco delle Ninfe, Crovaro, Monte Negino fino al Naso di Gatto. Un itinerario che combina storia medievale, natura e panorami sull'entroterra savonese — percorribile a piedi in mezza giornata, con un dislivello progressivo che aumenta man mano che ci si allontana dalla costa.

Un itinerario per ogni tipo di visitatore

Il tratto urbano — da Via Pia a Via Ranco — è accessibile a tutti e si percorre in meno di un'ora, passeggiando tra i vicoli del centro storico. Il tratto extraurbano verso il Bosco delle Ninfe e il Naso di Gatto richiede un abbigliamento adeguato e scarpe da trekking, ed è consigliato a chi ama camminare immerso nella natura.


Perché vale la pena percorrerla

Camminare sulla Strada Saonensis oggi significa fare qualcosa di raro: sovrapporre il proprio passo a quello di chi è venuto prima. Mercanti, pellegrini, mulattieri, soldati — generazioni di persone che hanno percorso questo stesso tracciato per ragioni molto concrete. Non un percorso museale, non una ricostruzione: una strada vera, ancora lì, che aspetta solo di essere riscoperta.

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