Alla scoperta del Brandale: il cuore medievale di Savona

Brandale

Il simbolo di Savona svetta sul porto da mille anni

C'è un punto in cui il centro storico di Savona si rivela tutto d'un colpo: è l'angolo tra la Vecchia Darsena e i vicoli dei caruggi, dove la Torre del Brandale si staglia contro il cielo con i suoi quasi cinquanta metri. Da qui, la città medievale si apre davanti agli occhi del visitatore come un libro ancora da leggere — strade strette, portici in pietra, odore di focaccia e sale marino.


La Torre del Brandale: mille anni di storia in cinquanta metri

Le origini e il nome misterioso

La Torre del Brandale fu eretta intorno al 1178, inizialmente concepita come punto di osservazione per prevenire possibili attacchi dal mare — in particolare le frequenti incursioni dei pirati saraceni — e come faro per le navi tramite l'accensione di fuochi di segnalazione sulla sommità. External link

Il nome resta avvolto nel mistero: secondo alcuni, il termine "Brandale" deriverebbe da "brand", traducibile con luce o falò, indicando l'antica funzione della torre come segnale luminoso per le navi. Secondo altri studiosi dell'Ottocento, indicherebbe invece lo stendardo del Comune che in epoca medievale sventolava sulla sua cima.

La principale delle cinquanta torri

La Torre del Brandale era la principale delle cinquanta torri delle mura di fortificazione che circondavano la città di Savona. Acquistata dal Comune nel 1305, divenne la sede del Podestà, e nel 1349 vi fu installata la prima campana per chiamare il popolo al Parlamento. Era, in sostanza, il cuore pulsante della democrazia comunale medievale savonese. 

L'umiliazione genovese e la rinascita

Come il Priamar, anche il Brandale subì la mano pesante di Genova: il 29 ottobre 1528, le autorità genovesi fecero abbassare la torre da 49,60 a 31,60 metri per evitare che potesse costituire una minaccia o un ostacolo alla nuova fortezza del Priamar. External link

La rinascita arrivò nel Novecento grazie all'orgoglio civico dei savonesi: nel 1931, con una pubblica sottoscrizione popolare, la torre fu riportata alla sua originaria altezza e dotata di una nuova campana — un'operazione diventata simbolo di rinascita e identità per l'intera città. External link


A Campanassa: la campana che scandisce la vita della città

Dalla cima della torre, la grande campana da 15 quintali — chiamata proprio "A Campanassa" — suona le ore e le mezzore con un boato che risuona per tutta Savona. Non è solo un orologio: è la voce della città, quella che nei secoli ha chiamato i cittadini alle assemblee, ha annunciato pericoli, ha celebrato vittorie. 

Il complesso è oggi sede dell'Associazione "A Campanassa", nata nel 1924, che coltiva le tradizioni locali e ospita una biblioteca specializzata nella storia e nelle tradizioni savonesi. External link


Il Palazzo degli Anziani e il museo lapidario

Accanto alla torre sorge il Palazzo degli Anziani, costruito nella prima metà del Trecento, che insieme alla torre costituisce una sorta di museo lapidario con resti di affreschi medievali, iscrizioni, rilievi marmorei e fregi provenienti da edifici del centro storico distrutti nel corso dei secoli. External link

Sul primo cornicione della torre si trovano i dodici stemmi in ceramica delle signorie che si sono avvicendate al comando della città dal XII secolo — un catalogo visivo del potere medievale, dalle famiglie nobiliari locali alla Repubblica di Genova fino a Napoleone. External link


Il centro storico: i caruggi da percorrere lentamente

Via Paleocapa e i portici

Il centro storico di Savona si percorre meglio a piedi, senza fretta. Via Paleocapa, realizzata nell'Ottocento per collegare il porto con il cuore del centro, si distingue per i suoi lunghi portici che regalano ombra nelle giornate estive e protezione in quelle invernali, rendendola perfetta per una passeggiata in qualsiasi stagione. External link

La Vecchia Darsena

La Darsena è una zona portuale riqualificata, ora destinata principalmente a usi turistici e ricreativi, con locali, ristoranti, yacht e imbarcazioni private — un accesso diretto alle attrazioni cittadine come il centro storico e la Fortezza del Priamar.

Lo street food da non perdere

Passeggiando per i caruggi, vale la pena fermarsi per assaggiare il "panino con le fette", noto cibo da strada savonese fatto con fette di panissa fritta — croccante fuori, morbida dentro — racchiuse in un fragrante pane bianco. Semplice, autentico, irresistibile.


La tradizione del Confuoco: il Natale medievale del Brandale

Una delle tradizioni più affascinanti legate al Brandale è quella del Confuoco: ogni anno, la domenica antecedente il Natale, un corteo storico si snoda dal Brandale fino alla piazza del Municipio, dove al Sindaco vengono esposti i mugugni del popolo. Al termine, in piazza viene acceso un grosso ceppo di alloro: se le fiamme vanno dritte, l'anno sarà fortunato; se vanno storte, sarà funesto. Un rito antico, ancora vivo, che rende il Brandale un luogo di memoria collettiva — non solo di pietra e mattoni. External link


Come visitare la Torre del Brandale

È possibile visitare la Torre del Brandale grazie all'Associazione A CampanassaExternal link, che organizza visite guidate ogni sabato mattina. All'interno si ammirano i saloni ricchi di dipinti, lapidi e sculture che raccontano secoli di storia, dal Medioevo all'Ottocento, passando dietro al grande quadrante dell'orologio che scandisce il tempo per tutta la città. Dalla cima, la vista abbraccia il porto, la città che si snoda ai piedi della torre e la costa ligure che si estende fino a Genova e Portofino

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